"Cuba cadrà a breve." Sono queste le parole pronunciate da Donald Trump al Shield of the Americas summit, gentilmente ospitato al suo golf resort a Miami.
La tensione Washington-Havana ha oramai toccato apici storici, paragonabili quasi ai livelli del '62. Trump ha dichiarato di mandare il suo boia personale, Marco Rubio, e la testa di Miguel Díaz-Canel sembra oramai sul patibolo, mi auguro metaforicamente. Mentre gli occhi sono puntati ad est, in Iran, è importante monitorare la situazione dall'altra parte del mondo, cercando di prevedere tutti gli scenari possibili e il loro impatto sull'Europa.
Scenario 1: L'assedio energetico
Trump continua quello che sta facendo: assediando gli importi di petrolio verso Cuba, gentilmente invitando le forze militari o la popolazione a spingere per una transizione "pro-democratica". Questo approccio condivide degli elementi simili all'operazione "Operation Absolute Resolve" in Venezuela, il 3 gennaio. Questa operazione non è stata un semplice raid, ma una dimostrazione di forza chirurgica: Maduro catturato nel sonno e portato a New York in meno di 6 ore. Ma Cuba è diversa; Díaz-Canel ha una rete di "Comitati di Difesa della Rivoluzione" che rendono una cattura pulita quasi impossibile senza un bagno di sangue. Questo scenario è possibile, ma significherebbe per l'america impegnare mesi, se non anni, di risorse, aspettando il cambio di regime, qualcosa che Trump non sembra propenso a fare.
Scenario 2: La stretta sanzionatoria radicale
Trump stringe ulteriormente il collo di Cuba, tramite ulteriori sanzioni, assedi e finanziamenti strategici (ad esempio all’UNPACU), spingendo l'isola in uno stato di caos e fame. L'America potrebbe sfruttare dei potenziali corridoi umanitari per instaurare una presenza militare sull'isola, nel nome di "riportare ordine"… Anche questo scenario è possibile ma improbabile dato che l'America subirebbe condanne da parte dell'Europa per un gesto simile. Con l'Executive Order 14380, Trump ha tagliato anche le briciole che arrivano dal Messico, causando enormi blackouts, trasporti pubblici ridotti al 10% della capacità e ospedali a Santiago che stanno operando chirurgie d'emergenza con la luce dei cellulari.
Scenario 3: L'esodo migratorio (Il più probabile)
Se il governo cubano decide di non cedere, le attuali proteste potrebbero amplificarsi, portando a ondate enormi di immigrazioni fuori da Cuba. L'America potrebbe decidere di intervenire per fermare il flusso di immigrati legittimando una presenza sul territorio o perfino instaurando un governo temporaneo per risolvere il problema. Dei tre scenari ritengo quest'ultimo il più possibile. L'esodo di Mariel del 1980 costituisce un precedente. Abbiamo visto che è possibile: può riaccadere.
Nel caso si dovesse avverare il terzo scenario, il flusso migratorio più importante sarebbe verso la Florida, data la prossimità geografica. Dopodiché, dato che molti cubani sono di ascendenza spagnola, l'Europa potrebbe subire un gran flusso migratorio verso paesi come la Spagna e l'italia. Nel 2026 sono stimati oltre 350.000 residenti cubani con, o in procinto di ottenere, un passaporto spagnolo; aggiunti al numero di residenti con passaporti italiani o francesi, il numero totale può raggiungere i 500.000. Considerando la popolazione complessiva dell'unione europea (450 milioni), questi numeri possono sembrare piccoli, ma dobbiamo considerare il flusso di migranti, quasi certo, che l'Europa riceverà dall'iran e dai paesi vicini. Dei flussi migratori così alti possono tradursi in pressioni su risorse, disordini sociali, ma anche in grandi opportunità per l'Europa. Inoltre, la Spagna ha oltre 900 milioni di euro investiti nel settore turistico cubano. Aziende come Meliá vedrebbero i loro asset confiscati o riassegnati a investitori americani in caso di amministrazione, anche temporanea, degli USA. Per Bruxelles, questa non è democrazia ma un esporprio ammantato di ideologia.
Infine, esiste un quarto scenario, ovvero che Marco Rubio e Miguel Díaz-Canel riescano a trovare un patto per risolvere queste tensioni. Purtroppo però questo non rispecchia esattamente il modus operandi di Trump.